Lebendige Weine Svizzera & Liechtenstein

Trapet Père & Fils

Chambertin Grand Cru 2005

2005 · 0,75 l

Pinot Nero dal grand cru Chambertin, coltivato su quasi due ettari suddivisi in tre particelle, con viti in parte centenarie.

CHF 1'205.50

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Lo Chambertin Grand Cru 2005 di Trapet Père & Fils non cerca la propria grandezza nella potenza, bensì nella precisione: profondità aromatica, tannino a grana fine, un vino che lascia parlare il terroir. Jean-Louis Trapet, settima generazione della tenuta a Gevrey-Chambertin, lavora secondo il principio di accompagnare l'uva senza mai forzarla.

Terroir e origine

Lo Chambertin è uno dei tre grand cru della casa, accanto a Chapelle-Chambertin e Latricières-Chambertin. Qui Trapet coltiva quasi due ettari, suddivisi in tre particelle in cui si trovano viti in parte centenarie. Nel complesso la tenuta si estende su 18,5 ettari. L'imbottigliamento avviene in route de Beaune, a Gevrey-Chambertin.

Vitigno e vinificazione

Pinot Nero in purezza. Per i grand cru, Jean-Louis Trapet vinifica dal 50 al 100 per cento di grappoli interi; in cantina si lavora per gravità e con pochi interventi. La quota di legno nuovo è al massimo del 50 per cento, così il legno resta una cornice e non un aroma. Il vino ha 13,5 % vol. ed è vinificato secco.

Al palato

Rosso rubino profondo con riflessi granato e una tonalità di maturità sul bordo. Al naso ciliegia nera e fragolina di bosco, seguite da petali di rosa essiccati, sottobosco, chiodi di garofano, cuoio selvatico e tartufo. La texture è setosa, il tannino a grana fine, l'acidità precisa; una vena minerale sostiene il finale lungo e speziato.

Abbinamenti

Con petto di piccione arrosto con morchelle, sella di capriolo in salsa di ginepro, coq au vin o Châteaubriand stagionato. In versione vegetariana: risotto ai porcini con tartufo a lamelle. Come formaggio, un Époisses stagionato.

Particolarità

Dal 1996 Jean-Louis Trapet lavora in biodinamica, per convinzione e non come etichetta. La storia della famiglia risale ancora più indietro: negli anni 1880 Arthur Trapet innestò segretamente le viti su portainnesti americani, allora vietato, legalizzato dal 1888 e divenuto il fondamento della viticoltura moderna.

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