
- Produttore
- Trapet Père & Fils
- Vitigno
- Pinot Noir (Spätburgunder)
- Regione
- Burgund
- Paese
- Francia
- Annata
- 2022
- Alcol
- 12.5 % vol
- Contenuto
- 0,75 l
- Cod.
- 9910222159
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Chambertin Grand Cru 2022
Lo Chambertin Grand Cru 2022 di Trapet Père & Fils cresce a Gevrey-Chambertin su quasi due ettari, suddivisi in tre particelle con vigne in parte centenarie.
CHF 946.00
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Su questo vino
Carattere
Lo Chambertin Grand Cru 2022 porta la firma di Jean-Louis Trapet: profondità aromatica, tannino a grana fine, trasparenza del terroir. Non un vino potente, ma un vino di silenziosa precisione, che con 12,5% Vol. resta secco e diritto.
Terroir e origine
La Domaine Trapet Père et Fils coltiva a Gevrey-Chambertin 18,5 ettari, di cui tre Grand Cru ne costituiscono il cuore. Lo Chambertin proviene da quasi due ettari, suddivisi in tre particelle con vigne in parte centenarie, su calcare e argilla. L'estate 2022, calda e secca, ha richiesto un lavoro preciso in vigna.
Vitigno e vinificazione
Pinot Nero in purezza. Per i Grand Cru fermenta dal 50 al 100 per cento di grappoli interi, la quota di legno nuovo è al massimo del 50 per cento. In cantina si lavora per gravità, osservando piuttosto che intervenendo: accompagnare, mai forzare.
Al palato
Ciliegia e lampone, sopra violetta e lavanda, sotto sottobosco, terra, cannella e cardamomo. I tannini sono setosi e a grana fine, l'acidità vivace, con bacche rosse mature e prugna. Il finale resta lungo e minerale. Aperto giovane, il vino richiede una generosa decantazione; ma premia anche la pazienza.
Abbinamenti gastronomici
Petto di piccione arrosto con salsa al tartufo, ragù di selvaggina con verdure a radice, anatra selvatica arrosto, sella di capriolo con funghi di bosco oppure bœuf bourguignon. Con il formaggio si abbinano bene un Époisses stagionato e un Comté deciso.
Particolarità
Negli anni 1880 Arthur Trapet innestò segretamente le viti su portainnesti americani; nel 1888 il metodo venne legalizzato. Jean-Louis Trapet guida la tenuta alla settima generazione dagli anni '90 e lavora in biodinamica dal 1996. La Guide des meilleurs vins de France gli assegna tre stelle, il suo punteggio più alto.



