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Pfalz · Deutschland

M. Schädler - Steffen Mugler

Steffen e Daniela Mugler La precisione incontra la leggerezza del Palatinato: questi vini uniscono una finezza tutta borgognona alla generosità di frutto della loro terra d'origine. La cantina M. Schädler - Steffen Mugler è nata dalla collaborazione tra due famiglie di vignaioli di Maikammer, che hanno messo in comune vigneti e competenze. Steffen Mugler, che in passato ha lavorato in aziende rinomate, porta con sé un know-how internazionale, mentre Daniela, con cui guida la cantina dal 2002, si occupa di ufficio, rapporti con i clienti e spedizioni. È lui a vinificare i vitigni borgognoni e il Riesling, con una sensibilità tutta particolare: fermentazione spontanea, lungo affinamento sui lieviti, chiarifiche minime. Il risultato sono vini con sostanza ma senza pesantezza, eleganti ma mai esangui – vini sinceri, di carattere e di grande bevibilità.

I vini

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Due visioni, una cantina

La storia di M. Schädler - Steffen Mugler non comincia con una fondazione, ma con una fusione. Quando Steffen Mugler è tornato nel Palatinato dopo esperienze in aziende rinomate come Christmann, ha trovato nella famiglia Schädler dei partner che ne condividevano la filosofia. Gli Schädler coltivavano da generazioni vigneti intorno a Maikammer, ma non avevano le risorse per un affinamento all'altezza dei più alti standard qualitativi. Ne è nata un'unione simbiotica: la cura tradizionale della vigna incontra la moderna tecnica di cantina, la tradizione di famiglia l'esperienza internazionale. Oggi la cantina coltiva circa dieci ettari nei migliori cru del Palatinato meridionale. I suoli di marna calcarea e arenaria variegata di Maikammer plasmano profondamente il carattere dei vini. Qui, dove il clima ha tratti mediterranei e la Haardt fa da barriera contro i venti occidentali, le uve maturano con escursioni termiche ideali. I vigneti sono curati secondo principi biologici, anche se non si punta alla certificazione: per Mugler conta il risultato nel bicchiere, non il bollino.

Finezza borgognona da un terroir del Palatinato

L'attenzione si concentra chiaramente sui vitigni borgognoni e sul Riesling. Se quest'ultimo è il tradizionale fiore all'occhiello del Palatinato, i Pinot e lo Chardonnay mostrano quanto la regione sappia essere versatile. Il Weissburgunder Reserve 2025, per esempio, trascorre mesi in barrique sulle fecce fini e sviluppa una trama che ricorda la cremosità dei Borgogna, senza perdere la nitidezza di frutto tipica del Palatinato. Mugler sa dare al legno il posto che gli spetta: elemento di struttura, mai sapore dominante. Chi vuole conoscere il lato più spensierato della gamma può scegliere il Simply White 2025. Questa cuvée dimostra che un vino d'ingresso non deve per forza essere banale. Fermentazione spontanea e rinuncia alla chiarifica gli regalano vivacità e scorrevolezza – un vino che invita al secondo bicchiere senza mai stancare. È con il Riesling che l'ampiezza del suo talento emerge con più evidenza. Il Riesling Maikammer Kirchenstück 2024 nasce in uno dei grandi cru storici del comune. L'arenaria variegata disgregata conferisce a questo vino una mineralità sottile, mentre la fermentazione spontanea porta complesse note di lievito e profondità. Qui il Riesling non si riduce a un frutto incisivo e al gioco dell'acidità: ha sostanza e un vero potenziale evolutivo. Vigneto di M. Schädler Steffen Mugler

Varietà nel bicchiere

Le cose si fanno particolarmente interessanti con gli assemblaggi e le specialità. La Mugler Cuvée "R" 2023 riunisce diversi vitigni in un vino che è più della somma delle sue parti. Qui emerge la sensibilità di Mugler per l'equilibrio e l'armonia: ogni componente trova il suo posto senza sovrastare le altre. La gamma arriva fino allo Sekt, con lo Schwarzriesling spumantizzato secondo il metodo classico. Questa ampiezza non è un caso, ma una scelta precisa: Mugler non vuole essere lo specialista di un solo vitigno, bensì sfruttare tutte le possibilità del suo terroir. Lo stile resta comunque sempre riconoscibile – solforosa ridotta, fermentazione spontanea, lunghe soste sui lieviti, interventi minimi. Cantina di M. Schädler Steffen Mugler

Artigianato, non carta patinata

Ciò che distingue i vini di M. Schädler - Steffen Mugler è la loro autenticità. Qui non si lavora per punteggi o valutazioni, ma per convinzione. Le etichette sono sobrie, la presentazione senza pretese, e l'attenzione è rivolta senza compromessi al contenuto della bottiglia. È un atteggiamento che la cantina condivide con altre realtà progressiste della regione come Michael Andres, che a loro volta antepongono la qualità artigianale al marketing. I vini non risultano mai costruiti o eccessivi. Hanno quella piacevolezza di beva che nasce quando i vignaioli si fidano del proprio terroir e delle proprie uve, invece di imporre loro uno stile. Per questo sono perfetti a tavola, ma si gustano benissimo anche da soli – sinceri, vivi e con quella tensione che invoglia al sorso successivo.

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