
Bianco del Casal IGT 2024
Il Bianco del Casal IGT 2024 di Ca´ La Bionda è un uvaggio composto al 50 % da Garganega e al 50 % da Trebbiano di Soave, proveniente dal cru Ravazzol nella Valle di Marano, fermentato in botte di rovere e affinato dieci mesi sulle fecce fini.
CHF 45.00
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Su questo vino
Carattere
Il Bianco del Casal IGT 2024 è il vino bianco secco di Ca´ La Bionda proveniente dalla Valle di Marano, in Veneto, composto e nitido nel suo profilo. Al naso emergono pesca bianca, pera e un tocco di agrumi, fiori chiari, mandorle verdi, gesso bagnato ed erba di finocchio, incorniciati da una fine speziatura di legno e da noci tostate e salate. Fresco, preciso, con tensione sapida.
Terroir e origine
Le uve crescono sui pendii collinari di Ravazzol, con esposizione a est e sud-est, tra 150 e 300 metri di altitudine. I suoli sono calcarei, argillo-limosi e fortemente caratterizzati da scheletro. Nicola Castellani si occupa dei 29 ettari di versanti terrazzati, dove tra i filari pascolano le pecore Brogna, razza veneta a rischio di estinzione.
Vitigno e vinificazione
Al 50 % Garganega e al 50 % Trebbiano di Soave, vendemmiate esclusivamente a mano da fine agosto a settembre. Dopo una diraspatura e una pressatura delicate, solo il mosto fiore, il fiore del mosto, fermenta in botti di rovere da 228 litri. Il vino affina poi circa dieci mesi sulle fecce fini, da cui deriva la sua morbidezza cremosa.
Al palato
Acidità, tannino e fenolicità sono perfettamente calibrati tra loro. L'affinamento si manifesta con note di popcorn salato, a cui si aggiungono fiore di noce moscata e noci tostate. Il vino scorre setoso e senza pesantezza verso un finale minerale e succoso con lunga persistenza.
Abbinamenti
Risotto con asparagi verdi, lucioperca al forno con burro alle erbe, capesante al burro e salvia o pecorino stagionato.
Particolarità
La tenuta, fondata nel 1902, è condotta da Alessandro e Nicola Castellani alla quarta generazione, in coltivazione biologica dal 2012. Alessandro è responsabile della cantina e ha imparato il mestiere da Paolo de Marchi a Isole e Olena, in Toscana; la fermentazione avviene spontaneamente con lieviti indigeni. I Castellani sono tra i fondatori dell'associazione di viticoltori FIVI.



