
- Produttore
- Salicutti
- Vitigno
- Sangiovese
- Regione
- Toskana
- Paese
- Italia
- Annata
- 2018
- Alcol
- 14 % vol
- Contenuto
- 0,75 l
- Cod.
- 9911081036
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Brunello di Montalcino DOCG Piaggione 2018
Sangiovese in purezza proveniente da Piaggione, la vigna singola di 1,2 ettari ai piedi della cantina di Podere Salicutti a Montalcino.
CHF 108.00
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Su questo vino
Carattere
Un Brunello potente e dalle spezie scure, in cui il frutto accompagna senza mai prevalere. Per i vini di Piaggione vale l'immagine del pugno di ferro in un guanto di velluto: un carattere marcato e opulento, unito a equilibrio e profondità. 14,0% vol., secco.
Terroir e origine
La vigna singola di Piaggione misura 1,2 ettari e si trova ai piedi della cantina, esposta a est-sudest, tra i 420 e i 450 metri di altitudine. I suoli calcarei sono ricchi di scheletro, con un fondamento di roccia marnosa vecchia di 60-80 milioni di anni. Un salto di quota divide il vigneto in due particelle, impiantate nel 1994 e nel 2007.
Vitigno e vinificazione
Sangiovese in purezza, selezionato a mano. L'enologo Gianni Fabbri vinifica in tenuta esclusivamente Sangiovese, per 15.000-20.000 bottiglie l'anno. Dal 2022 la famiglia Eichbauer lavora in regime biodinamico secondo i principi Demeter.
Al palato
L'attacco è carnoso e ricco di umami, con lievi note tostate e un tannino che dà al vino il suo mordente: fitto, a grana fine, quasi masticabile. Il cardamomo nero e il pepe riempiono la spice box, mentre tabacco e cuoio donano profondità. In questa fase sono d'obbligo grandi calici, ed è consigliabile prendersi il tempo per una degustazione contemplativa.
Abbinamenti consigliati
Lepre in salmì con alloro, timo e polenta cremosa, muggine arrosto "alla cacciatora" con vino rosso, funghi, speck e prezzemolo, oltre alla versione vegetariana con gnocchi di melanzane grigliate con ricotta salata.
Particolarità
Francesco Leanza bonificò il terreno nel 1994; nel 1996 Podere Salicutti divenne la prima cantina di Montalcino a ottenere la certificazione biologica. I suoli delle viti piantate nel 1994 non sono mai stati a contatto con trattamenti convenzionali. Dal 2015 l'azienda è guidata da Sabine e Felix Eichbauer, e dal 2022 fa parte dell'associazione respekt-BIODYN, che riunisce 36 viticoltori europei.



