
- Produttore
- Jeaunaux-Robin
- Vitigno
- Chardonnay
- Regione
- Champagne
- Paese
- Francia
- Alcol
- 12 % vol
- Contenuto
- 0,75 l
- Cod.
- 9920380532
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Les Marnes Blanches Brut Nature V19
Questo Blanc de Blancs proviene dalla particella Les Vignes Douces sopra il Petit Morin ed è stato sboccato senza dosaggio.
CHF 75.00
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Su questo vino
Carattere
Un Blanc de Blancs che vive di chiarezza: zero grammi di dosaggio, acidità tesa, mineralità salina. Il naso è tutto giocato sugli agrumi, dal limone di Amalfi e dal cedro con le loro scorze, al pompelmo, al pomelo e alla citronella, fino al lemon curd e alla scorza di limone candita, con un tocco di ananas, carambola, un accenno di legno e pietra calcarea.
Terroir e origine
Le uve crescono nella particella Les Vignes Douces, nel terroir Les Coteaux du Petit Morin, su pendii esposti a sud sopra il Petit Morin, all'estremità meridionale della Côte des Blancs. Il suolo racchiude pietra molare, marna, gesso e selce; è la marna bianca a dare il nome al vino. La tenuta, situata a Talus-Saint-Prix, si estende su cinque ettari.
Vitigno e vinificazione
100% chardonnay da vigne di 40 anni, interamente dell'annata 2019. La pressatura avviene a mano, la fermentazione parte spontaneamente, l'affinamento avviene in legno. Il vino riposa nella cantina scavata nel gesso che i genitori di Cyril, Michel e Marie-Claude, hanno scavato a mano nella roccia nel 1986 e che mantiene una temperatura costante di 12 gradi. La sboccatura è avvenuta nel novembre 2022 senza alcun dosaggio, quindi un Brut Nature privo di qualsiasi aggiunta di zucchero.
Al palato
Vigoroso e generoso al tempo stesso, deciso, con forza e lunghezza. Ritorna la frutta agrumata, accompagnata da una nota di scorze amare, e accanto una componente cremosa che resta comunque secca. Poiché l'uva possedeva la maturità necessaria, la rinuncia al dosaggio non risulta severa. Il finale è salino e invitante.
Abbinamenti consigliati
Vol-au-vent con pollame, salmone marinato in casa con aneto e senape o risotto alle spugnole.
Particolarità
Cyril Jeaunaux e Clémence Robin conducono la tenuta dal 1999 e lavorano in regime biodinamico, affiancati dal 2013 dal consulente Jacques Mell. Le botti di rovere usate hanno almeno dieci anni, perché nel bicchiere non deve emergere il legno, bensì il terroir.



