
- Produttore
- Quinta de la Quietud
- Vitigno
- Albillo, Malvasia, Muskateller, Palomino, Verdejo
- Regione
- Toro
- Paese
- Spagna
- Alcol
- 9 % vol
- Contenuto
- 0,5 l
- Cod.
- 9930001919
Spedizione con DHL Express — sdoganata fino alla porta. · Spedizione forfettaria CHF 15.00 — gratuita da 12 bottiglie o CHF 300.00. · Pagamento con TWINT o carta.
La Dulce Quietud 2016-2020 500ml
La Dulce Quietud di Quinta de la Quietud è un vino bianco dolce di Toro, vinificato da acini appassiti di vecchie vigne di Malvasia e limitato a 1000 bottiglie.
CHF 41.50
Prezzi in CHF, dogana e tutti i dazi inclusi, più spedizione CHF 15 (gratuita da 12 bottiglie o CHF 300) — nessun costo aggiuntivo alla consegna.
Consegnabile in Svizzera
✓ Già nella tua lista. — Vai alla lista
Su questo vino
Carattere
Un vino bianco dolce di Toro che unisce pienezza e freschezza. Con 9,0% vol. resta agile, nel bicchiere risplende giallo dorato con riflessi ambrati. Il naso apre un corno dell'abbondanza: prima miele di fiori d'acacia e uva passa, poi fieno, erbe essiccate e una traccia speziata di chiodi di garofano, cardamomo, cannella e un lontano sentore di zafferano. In profondità emergono albicocca, dattero, fico, scorze di limone candite e zenzero, sotto note decise di mandorle grattugiate e nocciole tostate.
Terroir e provenienza
La Quinta de la Quietud si trova a 700 metri di altitudine, due chilometri a sud del Duero. I suoli sabbiosi, con una percentuale di sabbia dal 55 all'85 per cento, sono privi di fillossera: le vigne ad alberello poggiano quindi su radici proprie e non necessitano di irrigazione. Tra i filari arano i cavalli. Il clima continentale oscilla tra i meno 11 gradi in inverno e i più 37 gradi in estate, con appena 350 millimetri di precipitazioni annue.
Vitigno e vinificazione
Predomina la Malvasia, affiancata da Albillo, Moscato, Palomino e Verdejo provenienti da impianti piantati tra il 1920 e il 1988. Gli acini appassiti fermentano per tre mesi in barrique di rovere francese, senza aggiunta di lieviti o coadiuvanti di fermentazione. Nella stessa botte segue un affinamento di almeno tre anni.
Al palato
L'ingresso mostra una tensione selvaggia, quasi ruvida, poi il frutto emerge chiaro e preciso, senza mai sovrastare nulla. La dolcezza resta contenuta, l'acidità lavora attivamente e mantiene il vino vivo. Nessuna impressione sciropposa, ma profondità con struttura: mango candito, ananas candito e chips di banana occupano spazio, insieme di nuovo a miele di fiori d'acacia e uva passa, con fini tracce di acero, cardamomo e zafferano.
Particolarità
Una rarità in edizione limitata di 1000 bottiglie, assemblata da cinque annate, dal 2016 al 2020. Responsabile è Jean-François Hébrard, formatosi a Bordeaux, con esperienze allo Château Haut-Brion e allo Château Cheval Blanc, a Toro dal 1999.


