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Hubert Lignier

"Clos de la Roche" Grand Cru AOC 2022

2022 · 0,75 l

Il "Clos de la Roche" Grand Cru 2022 di Hubert Lignier è un Pinot Noir di Morey-Saint-Denis, cresciuto su un sottile strato calcareo sopra grandi blocchi di roccia.

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Su questo vino

Carattere

Un Grand Cru di Morey-Saint-Denis che unisce densità e profondità a una finezza sospesa. Così giovane appare ancora molto chiuso, ma finezza, equilibrio e persistenza si lasciano già intuire.

Terroir e origine

Il Clos de la Roche presenta uno strato di suolo bruno e calcareo, in alcuni punti spesso solo 30 cm. Sotto si trovano i grandi blocchi di roccia, le «roches», che hanno dato il nome al cru; il sottosuolo giurassico risale al Baiociano. Il vino proviene da due zone: Monts Luisants, 62 are, piantato tra il 1955 e il 1965 su pendii con il 25% di pendenza, e Fremières, 28 are, piantato tra il 1953 e il 1960.

Vitigno e vinificazione

Pinot Noir puro. Il 2022 ha avuto una maturazione precoce, con record di calore durante tutto l'anno: primavera mite, estate molto soleggiata e secca, e piogge intense a fine giugno, fino a 150 mm in pochi giorni, che hanno aiutato le vigne a resistere allo stress idrico di luglio e agosto. La vendemmia è iniziata il 1° settembre. La vinificazione è avvenuta con circa il 33% di uva intera, il tempo di macerazione ridotto a 15-17 giorni invece di 20, con pochissima follatura e una pressatura delicata: infusione invece di estrazione. Ne sono nate tre botti.

Al palato

Al naso legno fine e molto discreto, delicata ciliegia dolce, elementi floreali, torba calda e sottobosco. In bocca un'acidità setosa sostiene la frutta rossa e scura, dietro di essa minerale di ferro, di nuovo sottobosco caldo e una finissima dolcezza di estratto. Profondo e denso, ma al tempo stesso costruito con finezza e lungo.

Particolarità

A Morey-Saint-Denis la famiglia Lignier coltiva Pinot Noir dagli anni 1880; oggi Laurent Lignier la guida in quinta generazione. Dal 2007 non vengono più usati prodotti di sintesi nei vigneti; la cantina, acquisita nel 2008, lavora solo per gravità, senza pompe dal pigiato fino all'imbottigliamento. Il legno nuovo è volutamente limitato e ripartito su quattro bottai, affinché nessuna botte domini il vino.

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