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Sizilien · Italien

Tenuta di Castellaro

Famiglia Lentsch, proprietari della Tenuta di Castellaro a Lipari Durante una passeggiata tra i pendii vulcanici di Lipari, Massimo Lentsch e Stefania Frattolillo hanno scoperto la loro vocazione nel 2005. La Tenuta di Castellaro è nata da quel momento: oggi la famiglia bergamasca coltiva a 350 metri di altitudine rare varietà di uva come Malvasia delle Lipari e Corinto Nero. Radicate in pomice, ossidiana e caolino, danno vita a vini dalla limpidezza minerale. I 24 ettari uniscono una viticoltura eroica alla tradizionale alberello e all’agricoltura biologica.

I vini

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Alchimia vulcanica tra cielo e mare

Sulla Piana di Castellaro regnano condizioni che fanno della viticoltura un'impresa eroica. A 350 metri di altitudine tre rocce vulcaniche plasmano il terroir: la pomice dona eleganza, l'ossidiana un'incisività minerale e il caolino una pienezza cremosa. Massimo Lentsch ha battezzato i suoi vini con il nome di questi tesori geologici: Pomice, Ossidiana e Caolino raccontano la storia della loro origine. La famiglia Lentsch coltiva qui la Malvasia delle Lipari e altri vitigni autoctoni, perfettamente adattati al clima estremo tra brezze marine e calore vulcanico. Vendemmia manuale nei vigneti della Tenuta di Castellaro a Lipari

Un cantiniere con il DNA dell'Etna e la moderna gravità

Dal 2016 la vinificazione è diretta dall'enologo Emiliano Falsini, un giramondo che ha affinato il mestiere da Robert Mondavi e Villa Maria. Al suo fianco lavora il cantiniere Sebastiano, che dopo 20 anni sull'Etna ha portato a Lipari il suo sapere vulcanico. Questo legame con il più grande vulcano d'Europa si riflette anche nell'adesione di Massimo a I Vigneri di Salvo Foti, la confraternita di vignaioli vecchia di quasi 600 anni che custodisce i metodi di coltivazione tradizionali dell'Etna. La cantina bioclimatica lavora esclusivamente per gravità e rispetta le uve fragili dall'arrivo fino all'imbottigliamento. Massimo Lentsch con uve appena vendemmiate in cantina

Lavoro manuale eroico e rari tesori viticoli

Ogni vite è allevata secondo il tradizionale sistema ad alberello, libera e senza fili di sostegno, un'eredità dell'antichità greca. Questa "viticoltura eroica" richiede puro lavoro manuale su terrazze raggiungibili solo a piedi. Carricante e Nero d'Avola prosperano accanto alla regale Malvasia delle Lipari, mentre il raro Corinto Nero, un vitigno quasi estinto, vive qui la sua rinascita. I 24 ettari di vigneto coltivati in biologico producono volutamente solo 70.000 bottiglie l'anno.

Tesori enologici tra mineralità e meditazione

Il portafoglio va dalla freschezza cristallina fino alla compiutezza dolce. Il Bianco Pomice incarna la limpidezza minerale della pomice, mentre l'Ypsilon, come uvaggio, raccoglie la complessità del terroir. Il coronamento è la Malvasia delle Lipari DOC Passito, un vino dolce di profondità meditativa, segnato da fuoco vulcanico e voce del mare.

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