
Chi apre la bottiglia, beve cento anni di storia familiare. Champagne Louise Brison, intitolata alla bisnonna che già intorno al 1900 coltivava qui la vite, è oggi guidata alla quarta generazione da Delphine Brulez – ingegnera agraria, enologa e membro delle „Les Fa'bulleuses", un collettivo composto esclusivamente da vignaiole di Champagne.
I vigneti intorno a Noé-les-Mallets nella
Côte des Bar poggiano su calcare kimmeridgiano – la stessa roccia che caratterizza Chablis. Più vicina ad Auxerre che a Reims, questa terroir meridionale produce Champagne che si distinguono per precisione minerale e una profondità inaspettata.
Cinque anni di pazienza, come minimo
Mentre il disciplinare dello Champagne prescrive tre anni sui lieviti, da Louise Brison i vini riposano almeno
cinque anni sulle fecce. Delphine Brulez lo dice chiaramente: a tre anni i suoi Champagne sono ancora dei neonati. Solo il tempo di maturazione supplementare sviluppa quella texture cremosa e quella complessità aromatica per cui la maison è conosciuta. L'
À l'Aube de la Côte des Bar incarna questa filosofia in modo esemplare.
Il terroir di Chablis nel calice di Champagne
I
suoli kimmeridgiani della Côte des Bar sono fratelli geologici di quelli di Chablis. Negli strati calcarei si nascondono fossili dell'ostrica Exogyra virgula, un'eredità di 150 milioni di anni che nel bicchiere si traduce in una fine mineralità. Il 70 per cento di
Pinot Noir e il 30 per cento di
Chardonnay crescono su pendii esposti a sud-est tra 280 e 320 metri di altitudine.
Suoli vivi invece della chimica
Dal 2017 la tenuta è
certificata biologica, ma la coltivazione biologica è praticata già dal 2011. Il risultato è misurabile: sotto la guida di Delphine, la quota di micorrize, l'utile rete fungina del suolo, è salita dal 18 al 70 per cento. Delphine applica il
metodo Simonit-Sirch di potatura dolce: un terzo del lavoro in vigna è dedicato soltanto alle forbici. Anche
Olivier Horiot, vicino nella Côte des Bar, condivide questa convinzione per i suoli vivi.
Nessun compromesso, nessun dosaggio
Tutti gli Champagne sono
millesimati. Tutti sono
Brut Nature: senza dosaggio, senza aggiunta di zucchero. La fermentazione avviene in botti borgognone usate con lieviti indigeni, e Delphine separa i mosti in quattro frazioni di pressatura, più fini del consueto. Il risultato: Champagne di cristallina chiarezza, in cui il terroir non resta un termine di marketing ma diventa percepibile al palato. Lo
Chardonnay de la Côte des Bar lo dimostra con particolare eleganza.